sabato, 27 giugno 2009

PUBBLICITÁ PROGRESSO IN TIVVÍ

( ...è gradita l' assunzione di un' espressione adeguatamente contrita e consapevole)



"Ogni giorno, in Italia, più di TOT coppie rinunciano a fare l' amore, perché soffrono di problemi d' erezione. [...] "

Soffrono. D' erezione.
"Mi ripeti il soggetto sintattico, scusa?"    "... 'le coppie' ".
Ah. Le coppie soffrono d' erezione.
Quando una donna ha un problema, è un problema suo "LascialaFareCheSiForgiaIlCaratere", quando un uomo - o meglio il ciaffo di un uomo - ha un problema, è un problema di coppia. Mah.
Decisamente il femminismo ha significato molto in quanto a maggiore partecipazione, per noi pulzelle.

Mi può pure andar bene, per carità... però allora esigo la Pubblicità Progresso che denunci lo scandalo dell' Orgasmo Mancato.


Sandmadchen alle 15:43 in:
commenti: commenti (popup) | commenti
giovedì, 21 maggio 2009

Cacofonia crepuscolare







Oh, piccola rondine,
tu, che non capisci un cazzo!
Sì, proprio tu,
che mi svegli al primo crepuscolo
con la tua stridula festa
ed adesso, ad un caldo opposto crepuscolo
torni, qui,
a rompermi le palle ancòra.
A me, anima contesa fra il sonno - ancòra!
e un nuovo verbo irregolare.
Dove hai passato il cocente meriggio?
Ai giardini, eh?! Ma certo. Io invece...
Ma che cazzo ne sai, tu.
Tu. Torni a gracchiare
in picchiate rischiose,
piccola esibizionista!
Torni al banchetto, alla moglie, alla paglia;
possa la vespa punzecchiare tuo figlio.
Senza una data, senza orologio,
non un' idea del tempo che ti passa: oh!
piccola rondine che nel cielo si sollazza,
 io veramente ti odio.



Sandmadchen alle 19:51 in:
commenti: commenti (popup) | commenti
sabato, 02 maggio 2009

"Collezione completa di cere anatomiche": cioè?



Cioè, siccome a partire dal XVII secolo si è cominciato a usare modelli di cera per lo studio dell' anatomia, e siccome questi modelli sono stati comodamente raccolti nel 1775 nel museo "la Specola" di Firenze, perché non pubblicare un bel documentario fotografico e rendere queste meraviglie disponibili a un pubblico di massa che ne apprezzi il valore?

 

Per via degli studi in campo medico di uno dei miei familiari, mi sono accidentalmente imbattuta, in casa, in questo malloppo di 700 pagine. Poi ho avuto un potente conato di vomito. Ma forse era solo una coincidenza.

Già. Siccome nel '600 era ancora mal visto lo studio dell' anatomia su cadaveri, si approfittava della presenza di quelli che raramente si reperivano per copiarli in statue di cera, e poi far studiare quelli.

Nascono così vere opere d' arte: a grandezza naturale, curate nei minimi dettagli, colorate come fossero vive.

A questi oggetti di studio erano per lo più date le sembianze di candide e attraenti fanciulle nel fiore degli anni: lunghe trecce di veri capelli fissati uno a uno al cranio che scendono lungo le spalle tornite, gote rosee, occhi languidi e vitrei (spesso in senso letterale), a volte una collana di perle (vere) adagiata fra i seni candidi e squartati, che mostrano disinvolti le proprie segrete morbidezze. In una, un sontuoso intestino crasso tutto damascato di capillari si srotola a coprire le vergogne della fu pudica fanciulla, un tempo costretta ignuda sotto gli sguardi indagatori di giovani ambiziosi scienziati, pionieri di questa scienza dissacrante che apre i morti per curare i vivi, per secoli malvisti dai superstiziosi, perseguiti dalle leggi.

 

L’ orribilmente macabro in tutto ciò non è dato tanto dagli organi interni minuziosamente riprodotti in sé, ma da quel tocco assolutamente secentesco che vuole incarnati credibili, che vuole un metro di trecce e boccoli acconciati, volti espressivi - patetici, orgogliosi, atterriti -, piedini di fata che sembrano caldi eppure sono freddi, però non freddi come il marmo di una statua: semplicemente freddi come un cadavere.

 

 

      

 


[commento su Encyclopaedia Anatomica, Taschen, 2000, pubblicato sulla mia libreria in aNobii ]



Sandmadchen alle 19:13 in:
commenti: commenti (popup) | commenti
mercoledì, 25 marzo 2009

Della Metereopatia Latente.


Mi delizio di un briciolo di gelo regalato, proprio allo scadere dell’ inverno.

 

Sono uscita, ieri notte, nel momento di bufera in cui i cristalli precipitavano più violenti, kamikaze scagliati su un popolo di ingenue, precoci maniche corte.

Incurante dell’ imbarazzata compagnia, ho corso di freddo e di gioia nella città quasi deserta, senza cadere neanche una volta. Ho scorto a malapena i pochi cappotti passanti avanzare lenti e goffi, oltraggiati dal vento. Erano evidentemente stati, fino a poco prima, neri, grigi, o marroni (magari anche viola, che quest’ anno ha spopolato). Ora invece, tutti avvolti di bianco, sontuosi, ingrossati, fanno uno Zar  di ogni pedone. Così fra cinque o sei Caterine e qualche Nikolaj rido forte e m’ abbasso in assetto aerodinamico contro la bufera, tagliente che non posso alzare il viso, spietata che assalta leoni, grifoni, antichi cavalieri in bronzo esposti qua e là, anche loro ridotti a palloni bianchi, anche la strada, anche l’ acqua della fontana forse –se solo si vedesse- sarebbe bianca…

Finché finalmente, trasfigurato, non ho potuto riconoscere più il posto dov’ ero.

 

Anche oggi due stagioni si fondono, e vedo una cosa: la luce alta di Marzo illumina questa nuova bufera, al di qua di un tramonto oro e rosa.

Ancora un altro indizio di quello che voglio per sempre.

 

 

 

Perugia, 21 Marzo, 18:23

Sandmadchen alle 22:13 in:
commenti: commenti (popup) | commenti
sabato, 14 marzo 2009

Sabato 2009 Marzo 14



-         Giornata moscia?

-         -- E lei chi sarebbe?

-         Oddio… Non Le pare una domanda un po’ troppo impegnativa per un banale scambio di battute come questo? Io sto solo passando: io sono il Passante che passa, Lei piuttosto! Sta qui tutta moscia, mi pareva educato intrattenerla due secondi

-         Mh. Certo. Guardi, non La mando a cagare solo perché credo che ormai Lei sia in andropausa, quindi mi pare improbabile che ci stia provando con me.

-         Ah… E dunque quale condotta crede di adottare verso la mia persona?

-         Non saprei. Direi che si è a un punto morto, su questo fronte. Comunque, che è che voleva?

-         Ah, beh, mi interrogavo sul Suo stato umorale, Signorina; non per farmi gli affari Suoi, ma Lei sta qui tutta sola, seduta su questo lindo muretto, su questa allegra ripa, in una così bella giornata, eppure non mi pare che l’ amenità di questo loco la colpisca positivamente. Mi pare anzi piuttosto adombrata in volto. Quasi disperata, forse. Mi chiedo, se deve stare qui a intristire l’ aria Signorina, che cosa è uscita a fare? Non vorrà mica buttarsi di sotto!

Per tutta risposta, quella arriccia un sopracciglio, a esprimere estremo dubbio e una punta di disgusto verso il tipo.

-         Che era?!

-         Cosa “che era”?

-         Quella voce! Ché non L’ ha sentita?

-         Ah, sì, in effetti sì… Ma ho pensato fosse uno di quei mirevoli oggettini che voi giovani vi portate dietro di solito: fanno tanti di quei rumori che io ormai, me lo consenta, non ci faccio mica più caso.

-        Ma che cazzo dice scusi? Non ha sentito che era un di un uomo? Pareva fosse qui sopra!

E alza la testa a scoprire la presenza di un idiota appeso ai rami del castagno sopra di loro.

      -    Eccola! Oh, ma L’ ha sentita?!  Adesso che c’ abbiamo, pure la Voce Narrante?!

      -      A quanto pare… la cosa La disturba?

Strabuzza gli occhi.

Ora li rassottiglia colmi di stizza, volti di nuovo verso un punto indefinito… diciamo i rami dell’ albero.

      -     Convengo con Lei, Signorina, che è piuttosto fastidiosa… ma che vogliamo farci, ormai è qui, non la si può mica mandar via. D’ altronde non avrei idea di come fare, a essere sinceri.

     -      A essere sinceri, mi sono pure un po’ stufata: io stavo benissimo per conto mio, La prego di andarvia lei e la sua Voce!

     -     Scusi ma non è mica mia la Voce! Sarà arrivata per conto suo, come Lei sedotta dalla quiete del posto, o come me decisa a farmi gli affari Suoi, o per qualche altro motivo suo… ah, questo mi riporta però sui binari della questione principale, ovvero la mia curiosità verso il Suo stato umorale, Signorina. Cos’ è mi dica… problemi di cuore?

     -    Sta benissimo il mio cuore, grazie! Ho piuttosto ragione di preoccuparmi, se proprio Lei è interessato all’ argomento, per l’ ipotalamo e correlati.

     -    Ah, Lei ha sbalzi d’ umore quindi?

Arricciamento di sopracciglia.

-   Ecchéppàlle sta cosa, ma che è! E poi tornando a Lei, non sono affari Suoi. Io dicevo tanto per risponderle alla Sua maniera

-      Ah… grazie per averlo precisato, allora, non avevo mica capito, sa? Comunque Signorina, se Lei istintivamente mi ha detto di aver problemi all’ ipotalamo piuttosto che al fegato o alla caviglia ci sarà pure un motivo io credo, il quale, sommato al suo onestamente fiacco e cattivo umore, mi dà seriamente da pensare che Lei stia sul serio soffrendo di una mezza giornata di depressione. E’ forse questa primavera improvvisa? I bruschi cambiamenti ambientali dicono, sa, dicono molto.

Silenzio. Distensione di sopracciglia. Riarricciamento, guarda per aria ma lascia andare. Nuova distensione.

-         E’ possibile. Il cambio di stagione mi dà sempre fastidio.

-         AH! Vede allora che avevo ragione? Ho fatto bene a importunarla. Non che io credo di averla importunata, ma era “per risponderle alla sua maniera”.

-         Mh. Se è soddisfatto può andare.

-         Sì, direi che posso. Però scusi, non ha nessuno che la tiri su?

Silenzio.

-         Oh, ma tocca rispondere per forza senza manco pensarci, ché questa denuncia il "Silenzio" ? Che palle sta Cosa, ma chi ce l’ ha chiamata? Comunque no, non mi pare. Nessuno che mi vada di cercare, stavolta.

-         Vorrà dire “quest’ anno”…

-         Come?

-         Dico, vorrà dire “quest’ anno”: la primavera viene una volta l’ anno, mica di più.

-         Ah, sì… certo. Giusto. Nessuno da chiamare quest’ anno.

-         Beh, sarà per il prossimo allora.

-         Sì.. per il prossimo...

-         Allora La ritrovo qui?

-         L’ anno prossimo?

-         Certo Signorina. Ma Lei mi segue?

-         In senso letterale?

-         No, metaforico.

-         Ah, allora sì, La seguo. Ma non mi ritrova qui l’ anno prossimo.

-         Peccato. Sì, ché è un bel posto per ammirare la primavera.

-         Mi piace cambiare.

-         Giusto così. Beh La saluto allora. Arrivederci, si riprenda!

-         Certo, certo, grazie… buona passeggiata

 

Si allontana a brevi passi lungo lo sterrato.

-         Scusi, sa, ma sta cazzo di Voce Narrante? Se La porti via per piacere!

-         Ma Le ho già detto che non so che farci… la sopporti un po’, s’ azzittirà prima o poi. La saluto.

-         Mh.

Il tipo s’ allontana a passetti lungo lo sterrato polveroso, le mani incrociate dietro la schiena. Il bastone da passeggio - portato dietro per bellezza - gli oscilla dietro a ogni passo –

      -    Sta zitto, coglione! Chi cazzo sarai poi… non se può manco sta in pace due secondi in un luogo ameno senza che intervieni, ma a che titolo parli, poi? Via và, non se po’ campà così…

 

Ciò detto se ne salta giù dal muretto diretta verso la strada asfaltata, si volta –

     -    Sta zitta, porca troia!!

Ok.


Sandmadchen alle 16:58 in:
commenti: commenti (popup) | commenti
giovedì, 26 giugno 2008

Logistica

Ma come fa Richard Gere, da Hollywood, ad arrivare in Tibet in macchina?
Sandmadchen alle 13:30 in:
commenti: commenti (popup) | commenti
martedì, 17 giugno 2008

Assunto ideologico

I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people I hate italian people
Se gli italiani facessero una diaspora nel giro di cinquant' anni l' umanità finirebbe di esistere.
Sandmadchen alle 21:38 in:
commenti: commenti (popup) | commenti
domenica, 01 giugno 2008

A volte mi chiedo:




Quando saremo vecchi, e ripenseremo al nostro primo amore, soffriremo?


Sandmadchen alle 02:51 in:
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, 19 maggio 2008

Un kicking de la fête

E’ una delle esperienze più drammatiche, quando il tuo pallone si perde per aria.
Il pallone, lucido e tondo, magari rosso, che ti hanno comprato da poco alla fiera e ti hanno legato al polso, o al manubrio della bici, con uno spago. Che ha vita breve perché si sgonfia, ma tu non lo sai. E già ti piace più di quanto sapresti dire, perché è diverso dai palloni normali, di ogni giorno: sta su da solo, e si tirerebbe ancora più su, e, ovunque andrai, ti seguirà da sopra, e potrai fare finta di dimenticartene per poi poterlo ritrovare all’ improvviso, come per caso – mentre per tutto il tempo tu sapevi benissimo che ondeggiava lì, sempre verticale sopra di te. E così ci vai a spasso tutto fiero.
Poi però c’ è un momento, un punto del tempo come determinato in anticipo, in cui, senza un motivo evidente, senza una colpa che tu possa in qualche modo attribuire a qualcuno, quel nodo che tiene il pallone ancorato a te, e a tutte le cose colorate del mondo, comunque per un qualche motivo cede, e lo spago lentamente scorre su se stesso, sul tuo polso, anzi no, è svelto, è sveltissimo, e infatti il filo già non è più attaccato a te, è un palmo sopra, salti ma è troppo tardi, e nemmeno l’ adulto vicino a te è abbastanza svelto, o alto, oppure era distratto, oppure non gli importa sul serio di quello che fa il pallone, e insomma non lo prende e quello che resta è solo l’ ascesa del pallone, lentissima e inesorabile.
Non è nemmeno poi tanto alto: se tu fossi solo al primo piano di quel palazzo, o se lì ci fosse qualcuno, potrebbe facilmente afferrare il laccio e salvarlo, ma sei per terra, e affacciato non c’ è nessuno. E sale, e sale, e sale, e ormai l’ hai perduto, anche se ancora non ci credi. Poi decidi di puntarlo, almeno con lo sguardo, finché puoi, perché hai capito che non lo rivedrai mai più, e ti restano solo pochi secondi per fissarti in mente la sua immagine.
E andrà solo di notte nel cielo nero, salirà sempre di più sempre di più sempre di più finché -arrivato alla fine di quel cielo in cui un pallone può resistere- scoppierà nel vuoto (farà rumore?), ma nessuno sarà né potrà essere lì ad assistere alla scena.
Solo tu al mondo lo rimpiangerai, ma chissà poi per quanto tempo.

Sandmadchen alle 14:15 in:
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)
domenica, 11 maggio 2008

Impressioni su pintura

Pomeriggio perugino trascorso -in vista del' imminente esame di letteratura tedesca- nel più completo Cazzeggio. Audace mi dirigo- foraggiata dalla mia genitrice- in Palazzo Baldeschi, ove mi attende una visita all’ esposizione dedicata al Maestro Pinturicchio.

Là, rimango folgorata dal ciclo di tavole dedicate a San Bernardino da Siena (rispettivamente: San Bernardino risana da un’ ulcera la figlia di Giovanni Antonio Petrazio da Rieti; San Bernardino, post mortem, restituisce la vista a un cieco; San Bernardino, post mortem, libera un prigioniero; San Bernardino, resuscita un uomo morto trovato sotto un albero; San Bernardino, guarisce Nicola di Lorenzo da Prato travolto da un toro; San Bernardino guarisce una donna sterile (O risuscita un bambino nato morto); San Bernaldino appare di notte a Giovanni Antonio Tornano ferito in un agguato e lo risana; San Bernardino risana Giovanni Antonio da Parma ferito con una pala  –meglio di Berlusconi, cazzo!).
Interessante anche la Madonna Prosperosa con Bambino, che avidissimo si preoccupa esclusivamente di pocciare, mentre alle sue spalle il cugino Giovannino si pente fustigandosi (di che, poi?) e, contemporaneamente, svariati Santi Martiri Cristiani vengono per l’ appunto martoriati. Ero un po' perplessa dall' andazzo della cosa, alla fine, però, mi sono imbattuta in un quadro semplice e veramente bello.


         

Pinturicchio, Gesù Bambino delle Mani

 

 

Sandmadchen alle 23:02 in:
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)